
Ci siamo recati a Torrenova in provincia di Messina , in visita al sito noto come “Monastero” Basiliano di San Pietro di Deca, nel quadro di una attività di studio sulla Sicilia Italo greca (Basiliana) che come associazione portiamo oramai avanti da numerosi anni.
Prima abbiamo cercato di raccogliere informazioni disponibili, letterarie , documentali , elettroniche (Wikipedia,Chapt gpt non sono fonti) . Sul “monastero” , le informazioni riscontrate sono risultate eterogenee sulla “natura” del sito indicato a turno sia come Monastero che come “Grangia” (termine piu adatto a strutture agricole Benedettine) evidente che le fonti storiche sono incerte e insufficienti. Un solo documento di epoca basso medievale non è “notarile” e può essere preso solo come indicatore generico specie se si riferisce a eventi risalenti a centinaio di anni precedenti .
Come da nostra consuetudine tenendo a mente le informazioni su questo sito abbiamo cercato quindi di ri-leggerlo acriticamente sulla base delle osservazioni in loco, di seguito riportiamo i dettagli e le nostre personali e difettibili alternative.
La Ricognizione
Abbiamo realizzato una lunga ricognizione ( Marzo 2026) al termine, sulla base di osservazioni degli scavi archeologici presenti, siamo giunti ad una diversa “lettura” circa la possibile destinazione del sito. Per noi ,almeno allo stato attuale, non si presenta ne come cenobio ne come “grangia” più verosimile come santuario presidiato in permanenza, di seguito i dettagli.
Caratteristiche dell’area archeologica
Ci troviamo in una area di scavo a forma di parallelepipedo con dimensioni di (circa) larghezza mt 20 x 30 mt lunghezza All’interno di questo spazio si trovano il famoso “Cenotafio” ottagono, il materiale di scavo asportato durante ricerche e le evidenze chiarissime di due impianti chiesastici di epoche successive il più recente e completo posto all’interno di un’altro precedente, entrambi coincidenti con elementi comuni come le absidi che risultano quasi corrispondenti con uno scarto reciproco dal “nuovo” al “vecchio” di circa mt 1,50 .
Rilievo della chiesa
è orientata ad est ha una lunghezza approssimativa di 25 mt ed una larghezza di circa mt 5,50 , l’impianto è di tipo basilicale monoaula . Della pianta architettonica si scorgono chiaramente le seguenti porzioni :i confini murari della struttura, abside , bema , quadratum populi , nartece e canonica, si nota anche nella zona absidale tra la vecchia e la “nuova pianta alcuni setti chiusi forse risultato della sovrapposizione dei due impianti .
Il “Santuario” Ottagono”
il santuario ottagono è realizzato su di una precedente struttura circolare (VI VII) ( forse su modello “anastasis” e rimasta perfettamente leggibile , ma soltanto all’interno . La struttura originaria prima della modifica era circolare , ed è rimasta fedele solo all’interno. Vista dall’interno si presenta con tetto a cupola autoreggente , tre monofore disposte poligonalmente all’altezza del piano d’imposta della cupola , ricavate dal “pieno” delle pareti circolari 6 profondi nicchioni rifiniti con mattoni in argilla cotta.
Passaggio da circolare a ottagono
La forma ‘ottagona era ritenuta importante nella prima tradizione cristiana (bizantina e latina) simboleggiava la rinascita , agli inizi era generalmente utilizzato come elemento di architettura indipendente , accostato o collegato alla chiesa, era utilizzato per il battesimo (per immersione) dei catecumeni i quali solo dopo avrebbero potuto accedere nella casa di cristo (Chiesa) . In questo caso la scelta dell’ottagono serviva a celebrare i santi o le reliquie in esso protetti od anche come fonte battesimale.
Durante la stagione normanna l’impianto originario subì una monumentalizzazione , non sapremo mai i motivi , forse la necessità di rivitalizzare il culto ? incrementare il passaggio dei pellegrini ? celebrare la realizzazione della nuova chiesa?
Allo scopo solo l’esterno del santuario fu coperto da un nuovo paramento murario “applicato” sulle mura conferendo la forma di ottagono.
Lavoro in economia o urgenza ?
La trasformazione forse fu eseguita in velocità e/o in economia o con manovalanza scadente ,si percepisce da come grossolanamente le monofore originarie furono coperte solo esternamente rimanendo all’interno parzialmente occluse, la sensazione è di una operazione edile mal condotta. Anche le facciate esterne dell’ottagono si presentano non “pulite” con disordinate tompagnature sui fornici.
Cenobio ? , Grangia ?
Osservando e fotografando tutte le evidenze murarie portate alla luce mancano le dimensioni , non vi è traccia di ambienti compatibili con la ospitalità ed i servizi necessari per una comunità di monaci anche modesta, ne risultano evidenze di un “metochion” (fattoria agricola) per la stessa ragione mancano le tracce di ambienti necessari per lo stoccaggio di prodotti agricoli oltre ambienti abitativi anche se ridotti. Su quest’ultimo caso invitiamo ad una comparazione con il “piccolo” metochion di San Pancrazio (anch’esso) dipendente dal monastero di Frazzanò ,noto come “Santuario dei tre santi in località San Fratello il quale si presenta con i requisiti di spazio architettura e composizione compatibile con la destinazione sia comunitaria che agricola
La nostra ipotesi : Santuario con annessa Chiesa.
A nostro modesto giudizio sia per le osservazioni gia espresse sia per la posizione geografica in ottica medievale del sito coincidente con quella che doveva essere una rotta frequentata, renderebbe plausibile la funzione di “santuario con chiesa annessa ” probabilmente presidiata in permanenza da uno o più monaci . a tale proposito difatti si osserva lungo il lato destro della navata guardando verso il presbiterio un ambiente quadrangolare di modeste dimensioni adiacente e collegato tramite ingresso , una canonica con ampiezza sufficiente a giustificare la sosta in permanenza di 2 monaci.
La funzione di chiesa-santuario-battistero sarebbe ulteriormente avvalorata dalla constatazione che l’accesso al santuario ottagono poteva avvenire solo tramite la chiesa , varcata la soglia del “nartece” che introduceva alla chiesa . Sulla sx si vede chiaramente come l’ingresso del santuario fosse saldato alla parete della chiesa (guardando verso l’abside) Il probabile nartece si presenta all’ingresso con un ambiente quadrangolare (endo-nartece ?) coincidente con l’ingresso al santuario.
Così fosse il viandante avrebbe avuto la possibilità di entrare nel santuario senza l’obbligo di entrare all’interno del quadratum populi della chiesa, magari durante una liturgia.
Posizione e contesto del “Santuario”
Per concludere anche la posizione si offre come ideale allo scopo, si trovava non a caso su di un sentiero fortemente battuto, dove viandanti , pellegrini e residenti sarebbero dovuti passare davanti al santuario (regola principe già dagli albori delle architetture paleocristiane)
Naturalmente queste osservazioni potrebbero cambiare in funzione a nuove evidenze frutto di ulteriori scavi.
dai nostri ITINERARI “BASILIANI” DI SICILIA
www.beniculturalidisicilia.it – www.ctasicilia.it
Autore Dott. Francesco Schillaci
Presidente di Ass. CTA Sicilia /BCdiS Beni Culturali di Sicilia e turismo