
Nella Sicilia medievale di epoca islamica il “Valdemone” corrispondeva alla unità amministrativa coincidente oggi con la intera ( e poco più) provincia di Messina
Nelle strette fiumare del Valdemone “affacciate” sul mare dello stretto , grazie ai “finanziamenti” Normanni , sorse un notevole numero di monasteri Italo-greci (“Basiliani”) popolati con monaci di provenienza dall’oriente Bizantino di lingua greca e cristianesimo ortodosso.
I più celebri corrispondono a: Santi Pietro e Paolo di Itala , Santi Pietro e Paolo di Casalvecchio Siculo. Santa Maria di Mili , Monastero di Frazzano , Metochion di San Pancrazio ed altri ancora che qui non menzioneremo.
Di queste architetture chiesastiche tutte collocabili tra XI e XIII secolo molto si è detto e scritto . Al contrario invece poco anzi pochissimo si conosce sulla organizzazione , la vita quotidiana , la religiosità , le gerarchie , le regole comportamentali interne e esterne , i rapporti di potere e con il potere delle comunità monastiche che le popolavano , e il rapporto intercorrente con la popolazione locale
Ciò non deve stupire , ci si avventura infatti in un segmento di storia specialistica di non facile reperimento con esigua letteratura dedicata, di fatto esclusa da processi di formazione (generica) accademici come da ogni ragionamento e/o discussione di genere.
Questo cortocircuito di conoscenza ha generato errori di traduzione e/o interpretazione di documenti e materiali documentali, nei quali, spesso ordini monastici ortodossi con quelli latini (Benedettini) sono stati trattati come fossero corrispondenti
In una società iper-religiosa come quella medievale la presenza di monaci. e monasteri costituiva elemento sociale portante e condizionante , una guida ineludibile nella formazione ed educazione della società e dell’individuo di ogni livello sociale , impossibile quindi non fare i conti con aspetti della conoscenza storica del monachesimo d’oriente e d’occidente spesso relegati alla marginalità.
Per avere conferma della importanza dei monaci e del monachesimo nella società medievale è sufficiente osservare il numero elevatissimo di monasteri chiese presenti in ogni geografia , da quella più sperduta, al villaggio o al castello per poi approdare all’interno delle “città” senza tralasciare ad ulteriore conferma l’enorme potere “temporale” conferito a vescovi , abati e prelati in genere . Del resto cosi non fosse non spiegherebbe come lo stesso Ruggero di Sicilia agli inizi del XII investì più nell’avvio di comunità ortodosse che in quelle Latine.
Eppure siamo sicuri di potere includere i monaci “Basiliani” del Valdemone in questo ragionamento?
Obbiettivo della nostra visita quindi è svelare questa sfaccettatura della storia con particolari inediti su monasteri e monaci nel Valdemone , sul confronto non sempre pacifico tra monaci latini e “bizantini”, osservare l’impatto che essi ebbero sulla società del tempo ,le loro fortune e sfortune , sugli scontri tra poteri , sulle loro architetture , ed altre curiosità .
Discute e Commenta: Francesco Schillaci studioso della materia (Chi è ) Presidente di Ass.ne CTA Sicilia / BCdiS Beni Culturali di Sicilia
INFO
Luogo: Chiostro Chiesa Santi Pietro e Paolo (Itala Me)
Contribuzione Euro 8,00 , Minori al seguito esclusi
Ore ; Tardo pomeriggio ( richiedere alla segreteria
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