
Con il termine “Basiliani” ci si riferisce genericamente a monaci di culto cristiano-ortodosso e lingua greca trapiantati nella Italia meridionale e Sicilia a partire dal VI secolo. I primi giunsero già dal VI VII altri dall’ VIII X in relazione alle persecuzioni religiose consumate sulle sponde “Bizantine” dell’impero (lotta iconoclasta)
Oggi con il termine “Basiliani” sebbene storicamente inesatto (chiariremo perché ) si sottintende la titolarità di architetture monastiche “Italo greche” presenti nel Sud Italia, le più interessanti realizzate durante la “stagione” Normanna di Sicilia tra XI e XII.
Sebbene la letteratura specialistica e cattedratica si è spesa molto per tracciare l’identità storico-architettonica dei cenobi “Basiliani” o Italo greci , sui loro “condomini originari ” sappiamo poco, il che lascia spazio a dubbi sui riflessi che questa “mancanza” abbia prodotto proprio su quei monasteri di cui tanto si ama parlare e scrivere , incluse ipotesi costruttive o ri-costruttive (mai del tutto risolte in via definitiva)
Sui “Basiliani” ,espressione del monachesimo bizantino, si sono cercate poche notizie , provocando di fatto un vulnus di conoscenza su questo capitolo della nostra storia, ciò può essere dipeso sia da una difficoltà di reperimento di fonti attendibili (occidentali) sia, forse, nel ritenere che in fin dei conti giacche di monaci si parlava fosse poco rilevante approfondire la “appartenenza” visto che scopi e regole erano ritenuti uguali
Mai fu più errata questa valutazione visto il profondo solco che dividevano su spiritualità, religiosità e azione, il monachesimo occidentale da quello bizantino in epoca medievale. A questo si deve aggiungere che monasteri e monaci Italo greci meridionali inclusi quelli Siciliani dovettero subire non poche “torsioni” dalla “generosità” normanna.
Obiettivo di questo incontro-visita è ri-tracciare a grandi linee storia e profilo dei monaci bizantini noti come “Basiliani” e delle architetture monastiche diffuse nel Val Demone, le regole monastiche , l’azione dei monaci sul nostro territorio all’epoca dei fatti , gli “effetti” Normanni sulle comunità .
Saranno citate le architetture più note come Chiesa Santi Pietro e Paolo di Casalvecchio siculo , la omonima di Agrò , Santa Maria di Mili , San Pancrazio ,ed il monastero di Fragalà, San Piero di Deca.
Commenta Francesco Schillaci studioso della materia , Presidente di Ass.Cta Sicilia -BCdiS BeniCulturalidiSicilia e Turismo
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