
Con il termine “Basiliani” (escludendo la rifondazione Italiana dell’ordine avvenuta nel 1579) ci si riferisce genericamente a monaci di culto cristiano-ortodosso e lingua greca trapiantati nella Italia meridionale e Sicilia a partire dal VI secolo. I primi giunsero già dal VI VII altri dall’ VIII X in relazione alle persecuzioni religiose consumate sulle sponde “Bizantine” dell’impero (lotta iconoclasta)
Oggi con il termine “Basiliani” sebbene storicamente inesatto (chiariremo perché ) si sottintende la titolarità di architetture monastiche “Italo greche” presenti nel Sud Italia e quelle Siciliane realizzate durante la “stagione” Normanna tra XI e XII.
Sebbene la letteratura specialistica e accademica si è spesa molto per tracciare l’identità storico-architettonica dei cenobi “Basiliani” o Italo greci , sui loro “condomini originari ” sappiamo poco, il che lascia spazio a dubbi sui riflessi che questa “mancanza” abbia prodotto proprio su quei monasteri di cui in terra di Sicilia tanto si ama parlare e scrivere , incluse ipotesi costruttive o ri-costruttive (mai del tutto risolte in via definitiva)
Sui “Basiliani” ,espressione del monachesimo bizantino, si sono prodotte poche notizie , molte probabilmente contaminate da strane analogie con quelle benedettine, provocando di fatto un vulnus di conoscenza su questo capitolo della nostra storia, ciò può essere dipeso da una difficoltà di reperimento di fonti attendibili (occidentali) o forse nel ritenere che in fin dei conti giacche di monaci si parlava fosse poco rilevante approfondire l’appartenenza vista la coincidenza di regole e scopo in tal caso uniformando per molti aspetti la loro tradizione a quella latina/benedettina.
Mai fu più errata questa valutazione considerato il profondo solco che dividevano su spiritualità, religiosità e azione, il monachesimo occidentale da quello bizantino in epoca medievale. A questo si deve aggiungere che monasteri e monaci Italo greci sia meridionali che Siciliani dovettero subire non poche “torsioni” causate dalla “generosità” normanna.
Obiettivo di questo incontro-visita è ri-tracciare a grandi linee storia e profilo dei monaci bizantini noti come “Basiliani” e delle architetture monastiche diffuse nel Val Demone, le regole monastiche , l’azione dei monaci sul nostro territorio all’epoca dei fatti , gli “effetti” Normanni sulle comunità monastiche in oggetto.
Saranno citate le architetture più note come Chiesa Santi Pietro e Paolo di Casalvecchio siculo , la omonima di Agrò , Santa Maria di Mili , San Pancrazio ,ed il monastero di Fragalà, San Piero di Deca.
Commenta Francesco Schillaci studioso della materia , Presidente di Ass.Cta Sicilia -BCdiS BeniCulturalidiSicilia e Turismo
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